Artcock @ Palazzo Poli - Rome

Friday, May 21 2010

Image slideshow

  • La Vocazione di San Matteo (1599) - Caravaggio
  • Artcock (2010)

Yesterday DRAGO team discovered a curious event just behind Fontana di Trevi, in the centre of Rome: Artcock installation at Palazzo Poli, for the inauguration of the exhibition "Rendering".

The three cool guys have recreated the Vocazione di San Matteo, 1599, from Caravaggio. 

Check out some beautiful pics from our precious photographer.

 

 

Here you can read the Artcock Manifesto (ITA)

 

ARTCOCK Adesso, Perché e Come.

Artcock nasce dallo spirito di completa libertà nel confrontarsi con tutte le materie e utilizzando qualsiasi mezzo: fotografia, grafica, pittura, mosaico, scultura, carta, legno, ferro e colla, per esprimere quello che secondo noi è il bello, brutto, triste, divertente, raffinato e grottesco nella nostra vita con la stessa forza. Questa forza è la spontaneità, l’estemporaneità e il pieno coinvolgimento in prima persona in tutto quello che facciamo, dall’ideazione al compimento delle nostre operazioni. Con questo presupposto nel corso dei tre anni della nostra esistenza abbiamo creato immagini fotografiche e video riversandoli sulle strade e sulla rete. A un certo punto del nostro percorso abbiamo rivolto l’attenzione verso la pittura dei grandissimi autori del passato. Abbiamo deciso di confrontarci con queste immagini sublimi partendo da 6 punti:

 

1) Non riprodurre il quadro come copia ma suggerire l’impressione dello stesso.

2) La completa immersione nelle forme, luci e colori del dipinto come partenza, per creare una nuova immagine in cui i personaggi e tutta la composizione sono compromessi dalla nostra presenza.

3) Essere registi e attori protagonisti, quindi sentire su di noi il peso della posa data e del teatro che si crea sul set e intorno a esso.

4) Immedesimazione nel quadro con la coscienza di essere nel nostro tempo e con la necessità di doverlo esprimere tramite elementi del nostro immaginario, quindi fuori contesto, grotteschi e ironici.

5) Ricerca durante il set del “Punto di Tensione Massima” di noi stessi e degli altri protagonisti dell’immagine, ovvero quella frazione di secondo dello scatto/i in cui si crea una sospensione di pensiero e rumore in mezzo a luci, pose, imbarazzi, opinioni, corpi e oggetti che dominano lo spazio prima e dopo questa/e frazione di secondo.

6) Creare una discrepanza tra la verosimiglianza apparente e la profonda distorsione che c’è tra il quadro di partenza e l’immagine da noi realizzata

 

Da questi presupposti sono nati vari scatti di quadri rielaborati dal team, che hanno dato vita alla prima parte del nostro lavoro sulla pittura. La seconda parte si sta concretizzando nel presente in cui scrivo, il 2010.

Grazie a stimoli interni ed esterni continuiamo questa ricerca, elaborando nuove immagini partendo dagli stessi punti, spingendo ancora di più nel richiamare l’impressione della tela scelta e nel creare uno scontro forte tra la verosimiglianza del primo sguardo e lo stravolgimento di una visione più accurata dell’immagine.

Questa scelta è data dal profondo rapporto che esiste tra le nostre creazioni e il pubblico verso cui ci rivolgiamo, ovvero i cittadini che si muovono per le strade della città. L’impressione del quadro deve richiamare qualcosa che è nel loro background, stimolando la loro curiosità con la forza scenografica, cosicché nel momento in cui volessero osservare più a fondo questa bizzarra immagine, immersa tra cartelloni politici e pubblicità, potranno fare le veci di piccoli critici. Noteranno le discrepanze con gli originali o si divertiranno nello scoprire la finzione, ridendo della divergenza tra serietà e ironia dell’opera o faranno tutte queste cose insieme.

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