Ericailcane è arrivato a Roma per realizzare un murales immenso: otto piani di un palazzo di uno dei quartieri più degradati della capitale.
40 metri di altezza e quasi 15 di larghezza per la facciata cieca di via Beppe Fenoglio, zona Laurentino 38, temutissimo V Ponte.
Un gorilla in mutande costruisce un precario castello di carte: non credo che la situazione sarebbe potuta essere riassunta in modo migliore. È proprio questo che mi ha dato da pensare, quando ho chiesto a Erica se voleva dire qualcosa, o rispondere a qualche domanda, e lui mi ha risposto di no.
È giusto, e coerente: l’artista ha scelto il suo linguaggio per comunicare, il suo proprio modo di esprimersi e di incidere sulla società con il suo pensiero. Perché appropriarsi di un altro che non gli appartiene? È come se io pretendessi di scrivere il mio pezzo con uno storyboard. Non lo so fare, non è il mio lavoro. Per cui, armata di due macchinette fotografiche, ho cercato di fare del mio meglio per riportare visivamente tutto il progetto.
Il gruppo di Laburba, Ponte d’Incontro, è l’artefice di questo progetto, che ha visto coinvolte mote realtà impegnate sul sociale di cui la street art rappresenta solo una parte. L’obiettivo del murales di Ericailcane è stato proprio quello di riqualificare una delle strutture più degradate di uno dei quartieri più degradati di Roma, oltre che attirare l’attenzione di un pubblico non spesso attento a queste tematiche sulla questione dell’emergenza abitativa e della demolizione. Nato come un progetto a se, la speranza di tutti e che si trasformi presto in un
Siamo stati fortunati a incontrare Erica, bellunese ma bolognese d’adozione, poiché anche lui si è sentito subito coinvolto e motivato nella causa. La metafora è ben chiara, la provocazione anche. I residenti all’inizio sono stati molto diffidenti ma presto, in puro stile romano, si sono appropriati dello spazio di lavoro e hanno passato con noi tutte e tre le giornate, portando la pizza e il gelato, facendosi le foto con i bambini e chiedendo di salire sulla grù che portava Erica fino a più di 30 metri d’altezza.
Credo che le immagini siano molto più esplicative delle mie parole, quindi godetevele e se siete di Roma non pensateci due volte a buttarci uno sguardo.

